giovedì 12 agosto 2010

Lisbona - Fundação Calouste Gulbenkian


C'era una volta un ricco magnate armeno,  si chiamava Calouste Gulbenkian ed era nato nel 1869 dalle parti di Istanbul. Grande appassionato d'arte,  di mestiere faceva il commerciante di petrolio, attività con cui guadagnava  soldi a palate che poi investiva in opere d'arte. E non roba di poco conto visto che una volta si assicurò  un intero stock di pezzi   dal museo Hermitage di San Pietroburgo.  Arrivò così a mettere in piedi   una collezione invidiabile che, se ho capito bene come sono andate le cose,  nel 1942 mise praticamente all'asta tra le varie nazioni europee. Fu il Portogallo a fargli l'offerta migliore: un palazzo aristocratico  per ospitare la collezione (facendo sloggiare il marchese che lo occupava fino a quel momento)  più l'esenzione dalle tasse. In cambio però si assicurò in blocco una delle collezioni d'arte più importanti del mondo che spazia dall'arte classica a quella orientale all'arte europea, e portoghese in particolare, e che  oltre a quadri e sculture comprende anche mobili tappeti  argenterie  cristalli  tessuti e chissà quanto altro. C'è perfino una raccolta di splendide bigiotterie (si fa' per dire)  art nouveau di René Lalique.
Gulbenkian visse a Lisbona (in albergo)  fino alla morte avvenuta  nel 1955 e lasciò in eredità allo stato portoghese non soltanto la collezione d'arte  ma tutti i suoi beni, con la clausola che il lascito fosse destinato ad una fondazione culturale a lui intitolata. E doveva trattarsi di un patrimonio parecchio consistente dal momento che la fondazione attualmente gestisce un'orchestra e dispone di tre sale da concerto e due gallerie per mostre temporanee soltanto in Lisbona, oltre a finanziare svariate biblioteche  e piccoli  musei in tutto il paese, e a garantire borse di studio e prestiti filantropici per diversi progetti culturali. 
Dal 1969 il Museo si è spostato  in Avenida de Berna, immerso in un parco stupendo e curatissimo che è a sua volta  un  museo open air,  e la collezione continua ad arricchirsi di sempre  nuove acquisizioni.  Insomma, andare a Lisbona e lasciarselo sfuggire  non è una sciocchezza, è un delitto.




































10 commenti:

Chiara ha detto...

confesso la mia ignoranza...non ne avevo mai sentito parlare, grazie Dede di averne parlato..un bacio!

Fabipasticcio ha detto...

non finisco mai di imparare ed intanto viaggio per Lisbona con i tuoi occhi e le tue parole ;-)
Baci Baci

Antonietta ha detto...

eh, già c'è chi crea fortuna

Anonimo ha detto...

Andrei a Lisbona solo per vedere questo Fundaçao...bellissimo. P

Carla ha detto...

Sono d'accordo con tutti i commenti sopra il mio, e come la tua lista anche la mia si allunga a dismisura di luoghi da visitare...

Anonimo ha detto...

hi everybody


Just saying hello while I read through the posts


hopefully this is just what im looking for, looks like i have a lot to read.

Gracie ha detto...

Wow, sembra davvero grandioso. L'esterno mi ricorda un pò il Lousiana in Danimarca http://mylittleplace.blog.com/2009/05/26/on-the-road-louisiana-museum-denmark/

la belle auberge ha detto...

Dede scrive:
"Insomma, andare a Lisbona e lasciarselo sfuggire non è una sciocchezza, è un delitto.".

E noi non ce lo siamo lasciato sfuggire! :))

Nela San ha detto...

Visto la tua passione per queste cose, mi chiedevo se a Lisbona hai avuto anche il tempo di visitare la collezione di arte contemporanea di un altro magnate, quel José Berardo, di cui da pochi anni esiste il Museo, ospitato in un'ala del Centro Culturale di Belem. Fra l'altro il CCB fu fatto dallo studio Gregotti e associati...

dede leoncedis ha detto...

Purtroppo non ho visitato la collezione, ma il CCB lo conosco abbastanza bene da quando fu inaugurato negli anni novanta, eravamo andati a Lisbona proprio con la scusa di visitarlo per primi

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