sabato 24 agosto 2013

Parigi, il Museo Zadkine e i bambini dei centri estivi




A pochi minuti a piedi dal Jardin du Luxembourg, al numero 100 di rue d'Assas, si trova il   Museo Zadkine, uno di quei musei che sono catalogati, forse per le loro dimensioni contenute,  come minori anche se  sono altrettanto ricchi ed interessanti dei musei più blasonati, e con il vantaggio non disprezzabile di essere completamente gratuiti. E' situato in un piccolo edificio basso  all'interno di un cortile,  circondato da  un grazioso giardino













































A partire dal 1928 e per circa quarant'anni, cioè fino alla morte,  fu   la casa studio  dello scultore Ossip Zadkine


che, in questa foto che lo ritrae da giovane,  a me personalmente ricorda una via di mezzo tra Paul Weller e  Pete Townshend






con un pizzico di  Don Backy.   










Finito che avrete di ridere sgangheratamente sulla mia propensione a trovare ovunque improbabili somiglianze,   torniamo alle cose serie: di Zadkine  l'Enciclopedia Treccani dice che:

aderì al cubismo in maniera tutta personale, volta a evadere verso espressioni liriche, 
sciolte  dal rigore geometrico. Le ricerche successive di Z. sono tese a 
piegare la materia alla sua  propria carica emotiva, via via più intensa, fino 
a una dinamica e raffinatissima visione multipla L'esperienza della tragedia bellica, 
sia pure vissuta da spettatore (Nel 1939 si era rifugiato  negli USA), 
interiorizza la sua visione, rendendola nello stesso tempo più partecipe alla
 vita:  il monumento commemorativo della distruzione di Rotterdam  


 (al museo c'è questo studio preparatorio)
(di cui presentò il bozzetto  alla Biennale di Venezia nel  1950 dove 
ottenne il Gran Premio per la scultura) è appassionata protesta......
..... Z. ha svolto importante attività didattica nel suo 
atelier parigino (ora Musée Zadkine) e all'Académie de la grande chaumière.  

Avevamo già in viaggi precedenti  tentato di vedere il museo, e con l'acume che ci contraddistingue avevamo scelto prima  il periodo della chiusura estiva, poi il giorno del riposo settimanale, e infine anche il periodo di chiusura  per restauri.  Stavolta  che tutte le possibili opzioni di chiusura erano già state sperimentate,  la nostra costanza è stata premiata e ci siamo meritati  il cancello aperto.


E  finalmente abbiamo potuto vedere le sue asciutte figure umane



le sue famose teste 

le grandi opere in bronzo 

e anche lo studio per il monumento ai fratelli Van Gogh, che Zadkine stringe in un  abbraccio così sincero e così dolente che non può non commuovere. L'originale si trova, come è giusto, nella città natale di Van Gogh,   in Olanda



C'era insieme a noi un gruppo di bambini, immagino dei centri estivi parigini, ciascuno col suo bell'album  e  la matita.  


Gli insegnanti spiegavano, e loro attenti e zitti. Interessatissimi a catturare ogni particolare e a riprodurlo sul foglio 


e alla fine, giustamente  orgogliosi di mostrare  il loro lavoro. 








5 commenti:

Nela San ha detto...

Museo interessante, opere anche. Ma, se posso dire, a me le immagini che sono piaciute di più sono le foto dei bambini che mostrano orgogliosi i loro disegni.

Le similitudini con Don Backy & Co. sono molto simpatiche, ça va sans dire!

Grazia ha detto...

Bello il museo e interessante il Don Backy scultore( ti ricordi "Pane e tulipani"?). Emozionanti le foto dei bambini, uguali, nella loro concentrazione, a quelli che frequentano i musei italiani. Mi commuove sempre constatare come le reazioni, i volti, perfino il tipo di disegni siano simili. Finchè restiamo bambini siamo tutti uguali. È dopo che cominciano i problemi....

Dede Leoncedis ha detto...

vedere come si comportano i bambini dentro ad un museo è sempre una bellissima scoperta. A patto naturalmente che i genitori siano sufficientemente lontani.

Roberto Arleo ha detto...

Molto interessante, ottimo articolo!

Un abbraccio
Roberto

www.designwithlove.net

Dede Leoncedis ha detto...

grazie della visita, Roberto Arleo. ricambierò

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